Alle radici della tradizione perenne

 

Dioniso/Osiride/Siva, nomi diversi per la stesso principio. Entrambi conosciuti, in occidente ed in oriente, per aver gli stessi attributi, le stesse leggende, le medesime identità. Dioniso, Liber presso i romani, viene descritto per l’incessante vagabondaggio. Errante come un folle, è chiamato il Folle). Il Dio vagabondo è circondato da giovani stravaganti, avventurosi e sfrenati che vagano nella notte, cantano, ballano, e fanno continui scherzi ai sapienti e agli dei. In India, sono chiamati Gana ( i ribalti); a Creta “Corribandi”: incarnano la gioia di vivere, il coraggio, la fantasia e tutti i valori della giovinezza. Vivono in armonia con la natura e si oppongono all’ambizione distruttrice e al moralismo ingannatore. Questi delinquenti del cielo sono sempre pronti a rimettere a posto i veri valori, sbeffeggiare i potenti. I Corribanti, originati da Cibale/Iside/Parvati-Kali, sono in Grecia identificati con i Dattili del monte Ida e con i Curati, servi della dea madre, seguaci di Dioniso, apparentai ai Satiri, frequentano la musica, la danza e sono acrobati, burloni, buontemponi perennemente eccitati in cerca della buona sorte. Sono “demoni” dell’estasi di cui l’erotismo è espressione, pigiano l’uva, giocano e si ubriacano.

Sintesi dal testo di Alain Daniélou, “Siva e Dioniso”, ed. Ubaldini – Roma

autari / mercoledì, gennaio 12, 2005 / 18:05 / Permalink
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