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Il racconto:

"Nel secolo che verrà: l'Ogdaloide nella cupola luminosa"

by Anonimo Corale detto "IL PROFETA"

TERZO CAPITOLO: La candida

Nel 2045 siamo nella piena era del virtuale, di cui certe manifestazioni rudimentali avevano già fatto mostra di sé alla fine del millennio precorso. Come anticipato, la candida aveva ormai mietuto morte per la quasi totalità della popolazione mondiale. Per capire i motivi della decimazione occorre fare qualche passo indietro nel tempo. Il XX secolo fu caratterizzato dalla rapidità dell’evoluzione tecnologica, soprattutto nel campo delle comunicazioni. L’avvento della multimedialità aveva consentito di avvicinare le distanze, come ai tempi dell’invenzione dell’automobile, dell’aeroplano, del telefono, della televisione o ancor più del telegrafo si poteva solo fantasticare. La plutocrazia, preparata e prodotta dalla tentacolare infiltrazione di grandi capitali in ogni istituzione pubblica e privata, portò con sé a cavallo del millennio l’inevitabile accelerazione del consumismo più sfrenato. Il connesso incalzare dell’arrivismo socio economico produsse uno sconvolgimento nella scala dei valori della vita. L’uomo, sempre più distratto a se stesso e progressivamente sollevato dal ruolo di produttore di denaro ma comunque destinato a favorirne la circolazione, imponeva all’ingegneria di rispondere alle richieste collettive, via, via marcatamente più esigenti, di un benessere in termini di comfort e risparmio di tempo. In questo quadro, in cui i fattori in gioco cominciavano a muoversi in modo pressoché automatico, sembrava non esserci più spazio per le relazioni sentimentali. Un sintomo terrificante fu la nota sindrome da Play Station, che colpì soprattutto i giovani entro i 25 anni. Le vere vittime di questa malattia psicosomatica furono le povere fanciulle, che già nel 2000 non sapevano più dove sbattere la testa per trovare soddisfazioni sessuali. Mentre i ragazzi si atrofizzavano il cervello smanettandosi come pazzi davanti ai loro monitor, le ragazze non sapevano più dove lesinare cazzi. L’evo informatico, come amavano chiamarlo già da tempo i membri del S.O.T.C., caratterizzato dalla diffusione della comunicazione via internet e oggi noto come pre-virtuale, preparò il terreno all’isolamento dell’individuo che si realizzò compiutamente solo qualche decennio dopo. Già alla fine degli anni ’10 la gente non usciva più di casa, troppo coinvolta dalle relazioni via etere. Col tempo le segretarie in minigonna arrampicate sugli scaffali impolverati, i pendolari scomodi compagni di viaggio, i quotidiani, i giornali scandalistici, le boutiques alla moda, il telefono, la televisione, l’ascensore, sembravano sempre più appartenere all’antichità e non al periodo poi non così lontano. Parimenti, i pranzi sociali, i circoli culturali, le feste, i ritrovi abitudinari, le discoteche, erano ormai solo un ricordo. Il detto dell’epoca era “tira più una fibra ottica che uno shuttle di bernarde arrapate”. Eppure nemmeno l’autoironia serviva a distogliere l’uomo dalla più totale degenerazione cerebrale. Solo la Goliardia, con le sue buffe feluche e i suoi mantelli colorati, con i suoi riti e le sue tradizioni, quale apicale momento di aggregazione umana retto sullo scazzo, sembrava resistere stoicamente alla inesorabile implosione delle relazioni reali, grazie al fatto di non essere mai stata in nessuna epoca una semplice moda transitoria. Anche l’ignoranza assumeva contorni peculiari e sfumature senza precedenti. Difficile credere che si potesse essere male informati nell’era dello sviluppo della comunicazione medianica. Eppure era così. Basti pensare che nel 2045 quando si sentiva qualcuno accennare all’Ogdaloide, le risate corali degli stolti erano sottolineate dall’intonazione di antiche strofe “nel 2000, noi non mangeremo più, né bistecche né spaghetti col ragù, ma soltanto qualche pillola in gran felicità…”, allusive al fatto che solo dei visionari avrebbero potuto crederne la progettazione. Strano a dirsi, eppure si era convinti, per usare un paragone forte che dia l’idea, che era come pensare che Leonardo potesse costruire il teletrasporto. Questo aspetto così stonato e per certi versi paradossale dell’epoca si può riassumere in parte in due parole: evoluzione involuta. E sì che l’ibernazione era già stata ampiamente superata, che la navigazione stellare era alla portata di tutti. Probabilmente questo fenomeno era significativo del fatto che l’uomo aveva totalmente perso la sua dimensione interiore ed era completamente poggiato sulla materialità degli eventi. Insomma, solo pochi privilegiati si rendevano conto di cosa fosse vero o falso, quali fossero i confini del possibile e non avevano perso di vista l’identità dell’uomo nell’economia cosmogonica. La confusione regnava sovrana, ma inconsapevolmente. La gente del mondo non poteva sapere che l’ogdaloide avrebbe salvato la scintilla divina e che i Goliardi si sarebbero scaldati dal fuoco prodotto. Del resto la cultura personale era scaduta a curiosità, a hobby. Gli automatismi avevano ormai preso il sopravvento. I traduttori simultanei facevano sorridere nel ricordare l’antico uso di una lingua comune. La manualità nella digitazione era fondamentale, la matita era solo un ricordo. L’uomo non si capacitava più del valore che l’interagire aveva avuto nella quotidianità dell’esistenza. Ormai viveva in un totale stato di isolamento, in un ambiente asettico apparentemente privo di malattie. Ma stava proprio qui l’auto inganno. Nell’era del virtuale gli scambi interpersonali erano ormai pressoché azzerati. Gli individui conducevano la vita nella solitudine delle proprie dimore, dalle quali potevano controllare tutti i loro affari, compresi l’alimentazione e lo svago. Non esistevano più i luoghi di istruzione, i bambini a dieci anni erano già autosufficienti. Tutto si compieva quasi completamente a distanza: i crimini, per esempio, erano per la maggior parte di natura informatica, le malattie (chiaramente solo genetiche) si curavano da casa. Il denaro liquido non esisteva più. I figli si facevano in provetta. Il sesso era di pura immaginazione. Il concetto di famiglia contava solo per questioni censitarie. I matrimoni non comportavano una vita in comunione fisica. Tuttavia le pulsioni, le emozioni seppur sopite non erano scomparse del tutto nell’uomo. I capi spirituali del tempo facevano leva sul sentimento sempre più flebile e invitavano a reagire all’apatia. Fu così che verso la metà del secolo un accennato risveglio delle coscienze si trasformò improvvisamente in un’ondata di ritorno all’antico; riaffiorò il desiderio di recuperare le cose buone del passato e gli uomini, avvertito il peso inquietante della solitudine, ricominciarono a frequentarsi dal vivo. Il contatto epidermico tuttavia portò gli istinti a sfogare in RW soprattutto le esigenze sessuali. La ricerca dell’orgasmo di coppia provocò una serie di disordini sulla terra. Tutti ormai erano alla ricerca di una sana antica scopata e scoprirono quanto fosse bello toccarsi, baciarsi e fare l’amore. Si riscoprì il Kamasutra e il sesso divenne predominante in ogni ambito. È sufficiente citare le Olimpiadi bioniche del 2044. Un evento straordinario che riportava la popolazione mondiale indietro nel tempo. Per l’occasione il Capo degli Stati fece riaprire dal sovrintendente al Museo Mundi il Maracanà per calare l’avvenimento in un vero clima di antichità. Un po’ come quando nel ‘900 in Italia si correva ancora il Palio di Siena. I membri della Chiave fecero chiaramente incetta di medaglie d’oro: il già Azzurro Padulo salì sul podio per la specialità Saltinculo, Precox per il Vadolungo, Slip per il Tanga indor, Bindèla e Pietta per il 69 acrobatico, Durante per la Maratona, Spruzzo per il Tiro a segno, Casta per il fioretto, Vèrta e Vegni per l’amplesso sincronizzato, il nonno di Manetta per il 2000 seghi, Sfondo per l’Imene a ostacoli, Palpo per il Sollevamento bocce, le sorelle Materasso per i 4Xcippa, Cippone per il Martello; anche i bongamba furono iridati: A-moli-nò e Prövi per il Duedipicche di coppia.

La gente sembrava impazzita. Chiunque si sarebbe ipotecato il sistema informatico per trascorrere sei mesi sull’isola del piacere. Nel giro di un anno e mezzo la popolazione mondiale rischiava di raddoppiare per via dei coiti. Tutti pensavano solo a scopare. Qualcuno geneticamente più debole non reggeva il trasporto psicofisico e periva addirittura prima dell’atto. Tutto ciò fu veicolo di nuove malattie cui non si era ormai più in grado di rispondere. La mancanza di anticorpi fu la vera causa della diffusione della candida. Le donne del resto avevano praticamente gli uteri fuori uso da troppi anni. Le persone non erano più abituate a stare così a contatto fisico. Ogni batterio poteva essere letale. Lo sterminio fu imprevedibile. Solo i Goliardi che non avevano mai smesso di onorare i loro dei Bacco Tabacco e Venere si erano potuti salvare miracolosamente dalla ecatombe.---------3, continua....

autari / sabato, dicembre 21, 2002 / 15:39 / Permalink
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