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Il racconto:

"Nel secolo che verrà: l'Ogdaloide nella cupola luminosa"

by Anonimo Corale detto "IL PROFETA"

CAPITOLO QUINTO:L’Ogdaloide

I tre si guardarono ancora negli occhi per un interminabile istante e poi si salutarono uscendo insieme dalla cupola. Il pensiero del ritorno dei naviganti dalla dimensione di Orion continuava a battere nella testa del XXXIII che non riusciva a decifrare completamente i sentimenti che lo agitavano. Da una parte considerava l'avvenimento come qualcosa di straordinario e di epocale. Nessuno, infatti, era mai tornato da quella dimensione ed era felice che proprio all'antico senato dell'Ordine spettasse tale primato. Un avvenimento come questo doveva essere sfruttato al meglio, diceva tra sé e sé, ma non appena cercava di concentrarsi sulle diverse possibilità per amplificare il successo della missione di ritorno (ma poi era stata una missione?), il suo pensiero si velava di malinconia e d'irrequietezza. Tornò subito sui suoi passi ed affrettandosi entrò quasi di corsa nella cupola. Riprese la riflessione innescando l'ogdaloide in fase attiva per cogliere anche le più tenui vibrazioni dello spazio allo zenit della lucente. Più si focalizzava e meno riusciva a captare segnali in quel punto. Era quasi deciso ad andarsene a riposare, quando gli sembrò di percepire flebili luci arrivare da 72 ore di distanza. I suoi pensieri incominciarono ad intensificarsi con un'eccitazione sempre maggiore, che sarebbe risultata fatale a qualsiasi uomo non abituato alla concentrazione guidata dall'Ogdaloide, e con nitidezza d'immagine impressionante. Lui stesso era sorpreso di trovarsi a vivere e subire uno stato così violento di emozioni capaci di farlo schizzare rapidamente in una condizione di contemplazione estatica degli avvenimenti, dove la marcia d'avvicinamento dei ventiquattro senatori rappresentava la scena centrale e di maggiore interesse. In questo funambolico stato d'animo, i dubbi lasciavano il posto alle certezze; le inquietudini vissute insieme alla Pontica e a Bengodi sparivano. Si sentiva fortemente attratto da quella forza che s'irraggiava sopra la cupola in direzione di Orion. Lui stesso sentiva di farne parte interamente senza però annullarsi mai in essa. La forza lo inglobava, ma gli impediva di perdere contatto con la sua personalità e con i dubbi provati poche ore prima, che si appuntavano proprio sulla missione dei senatori nella dimensione di Orion, ancora avvolta nel mistero e avviata proprio quando l'Ordine stava per assumere un rilievo planetario, dopo le nefaste vicende dell'anno 2045. Alle chiare immagini dei ventiquattro, che si materializzavano nella mente di Balabiut, alcune avevano una forza suggestiva particolare. Certi senatori apparivano con i mantelli dorati dispiegati, ed alle immagini si aggiungevano le parole proferite da un uomo alto all'indirizzo di un altro che sembrava avesse sei occhi, due dei quali appesi al collo con un sottile filo d'oro. I loro nomi non erano nuovi alle orecchie del XXXIII. Si, esclamò Balabiut, si deve trattare di Berengario e del Piper66 (questo era il nome riportato nell'archivio uno/2000) detto il Grigna. Di quest'ultimo sapeva quasi tutto perché era a conoscenza dei contenuti dell'archivio dell'ordine e delle cronache dell'anno 2044, quando il Grigna s'era dato alla latitanza dopo aver causato il crac finanziario della più importante casa veicolare del mondo, la NSUprinx da lui presieduta. Tutti parlavano di questo ex magnate come di uno che aveva vissuto sulla propria pelle la fortuna di un doppio miracolo riuscendo a scampare sia alle ricerche della legione di finanza del mondo, che dall'abbraccio mortifero del fungo letale.-----------5, continua...

autari / lunedì, dicembre 23, 2002 / 20:15 / Permalink
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