Il racconto:
"Nel secolo che verrà: l'Ogdaloide nella cupola luminosa"
by Anonimo Corale detto "IL PROFETA"CAPITOLO SESTO:L’Ogdaloide ed Orion
Il principe si sentiva presente tra loro. Poteva quasi toccarli e riconosceva; Berengario, Baldoriano, il nano Sboris, Gugia, Grigna, Rotari con Baby Doll, GPII, Ombracorta e Sgulot, Jena, O Ciucatè, Spaturnia e Duechili, Guliardon I e il III° e Piper. Non vedeva gli altri, ma percepiva che erano lì, un po' più in ombra, non in disparte. Li vedeva così bene che per un momento pensò di rivolgersi a loro per salutarli e presentarsi. Avvertiva forte il bisogno di abbracciarli. Inutilmente allungò le braccia, tanto era forte l'illusione provocata dall'azione dell’Ogdaloide. Ora, avrebbe voluto toccare i loro visi, come era solito fare nei viaggi ludici nell'onirico, ma non poteva. La sua impotenza gli induceva uno stato di sconforto, solo a tratti rotto dal fascino che provava guardando quei visi ancora giovani, e le loro lunghissime chiome tutte uguali nel colore dorato. Improvvisamente questo stato emotivo lasciò spazio a cupi presentimenti. La mutazione improvvisa d'umore era coincisa con il rimbalzare nel suo cervello delle parole di Piper che ritto in piedi parlava ai senatori dicendo: Fratelli, dove pensiamo di ritornare, molte cose sono successe, fatti che noi abbiamo vissuto come semplici spettatori. Tornare ora sulla Terra è per noi possibile, ma forse non è saggio. I nostri fratelli terrestri hanno imposto la presenza dell'Ordine nei posti di massimo potere; attraverso l'Ogdaloide possono vedere e vivere esperienze precluse a qualsiasi umano. Hanno saputo utilizzare nel modo più proficuo gli strumenti che avevamo preparato per la loro generazione. Noi abbiamo percorso tutte le dimensioni. Siamo Amati dalla luce sublime. Abbiamo perforato le tenebre più oscure e con noi, la nostra proiezione nell’Ogdaloide, ha accresciuto le potenzialità dei fratelli terrestri. Il nostro tempo sulla terra è per sempre terminato, e loro hanno dubitato.
Il XXXIII sentì queste ultime parole in modo flebile quasi sfuocato; mentre le immagini si fecero meno nitide, l'Ogdaloide si disinserì dalla fase attiva, e Balabiut rimase sudato a guardare nel vuoto.-----------6, continua...










