"Nel secolo che verrà: l'Ogdaloide nella cupola luminosa"
by Anonimo Corale detto "IL PROFETA"CAPITOLO SETTIMO:Trapanant
A quota mille la Grande Madre apre una fase critica, toglie la spirale e sfida il ciclo. Attenendosi al calendario patafisico, nei giorni 12, 13 e 14 di Absolu modifica le frequenze dell'Ogdaloide, traslandone i campi magnetici di un paio di lune. La notte del 16 Balabiut presenzia con la Pontica, Ogino e Knauss, i due fedeli diaconi di Venere, ad un banchetto, organizzato dalla Commissione, per la cerimonia di chiusura del congresso "La figa dei nostri padri". Troppo coinvolto dal tema della serata e travolto dalla vanità, con la quale era saltuariamente uso drogarsi, finisce con l'appartarsi con la Pontica e convincerla a passare la notte con lui. Erano per lei i giorni di calo energetico e, quasi dimentica degli insegnamenti ricevuti nella Cupola, non trova argomentazioni valide per far desistere Balabiut dai suoi impulsi carnali. Il perfido Trapanant, invidioso antagonista del XXXIII ed viziatamente convinto d'essergli pari in sapienza, avvedendosi dell'anomala ritirata dei due, li segue. Giunto alla dimora del Principe attende il momento favorevole per introdursi di soppiatto. All'interno non si perde tempo: la Pontica è già a smorzacandela su Balbiut, il quale totalmente perduto nelle sue emozioni e nudo più con la testa che con il cazzo, si sfila dal collo il Chiavone, che rischiava di strozzarlo, e lo lascia cadere. E' a quel punto che interviene Trapanant. L'occasione è troppo propizia: approfittando di una pecorina che toglieva ai folli amanti la visuale dell'ingresso, si concentra sul Chiavone e lo attira su di sé; quindi, a tutta callara si precipita all'Ogdaloide, senza doverci nemmeno pensare. Erano anni che attendeva quel momento e non riusciva a capacitarsi della facilità con cui era venuto in possesso del Chiavone: e pensare che aveva rischiato più volte la vita per un colpo di Stato! Alla cupola non gli fu difficile passare i sistemi di sicurezza grazie all'emblema, che gli consentiva di superare ogni ostacolo anche imprevisto. Tutto vibrante nel posto dell'Ogdaloide apre l'archivio dei sogni. Era chiaramente la prima volta che si trovava lì: la posizione arcuata del corpo in fibrillante risonanza, il travolgente godimento fisico per l'evento, unito alla negativa influenza allo zenit della lucente, produssero nel suo pensiero, inconsapevolmente obnubilato, una serie di immagini, peraltro molto nitide, che avrebbero dovuto apparirgli, in stato di veglia incosciente, evidentemente distorte e fasulle: E' chiaramente il 2001. Vede una stanza. Le trentatrè porte che vede sbattono per una forte corrente, ma all'interno i ragazzi con i mantelli dorati parlano e non se ne curano. Non vedono nemmeno le porte. Manca ordine eppure si professano Ordine. La corrente distorce i loro pensieri. Ma non se ne avvedono. Tra un "cazzofiga" e un "vaffanculo" affrontano anche temi che conosce benissimo. Ma è raro. A causa della corrente i ragazzi parlano ognuno una lingua incomprensibile all'altro, ma fanno finta di capirsi, perché credono che convenga loro così. Parlano anche di Goliardia. Ma è raro. Si presumono Goliardi. Ma è raro. Parlano di coesione a volte. Ma loro non sono per nulla coesi. Hanno un Segretus che li guida. Ma loro gli muovono contro. Trapanant non vede il Chiavone e prova ad orientarsi nuovamente: Ecco. Una casa in campagna. I mantelli. Il Chiavone...Natale 2000. Trapanant trasecola: che cazzo fanno Goliardia in un casolare? Senza riti, senza atmosfera...no, un attimo: una bella figa in autoreggenti. Tanta voglia di scopare. Tanta voglia di Goliardia. Tanta voglia di coesione. Non scopano, non fanno Goliardia, sono riuniti per motivi individualistici troppo forti, mescolano il sacro e il profano. Un libro. Sì è proprio Ordo Clavis... ma ... troppo sottile. Si orienta di nuovo: vede un Goliarda che scrive ai suoi fratelli. E' Berengario, è il Termaximus, lo vede benissimo. Cazzo! ma è impossibile, sta parlando di me! NO, NO...che cazzo fa mi cancellaaaahh... Il Trapanant si dissolse come il piscio sui muri dell'era pre-virtuale. Il Chiavone cadde nel mezzo della cupola producendo un rumore sordo che sembrava squarciare il Tempo. Balabiut si destò. Un cattivo presentimento lo fece tornare in sé. Non vide il Chiavone e si rese conto di ciò che aveva fatto con la Pontica. Si inginocchiò e improvvisamente si accorse che il Chiavone gli pendeva dal collo. Pianse a lungo, per liberarsi di tutta la negatività di quella notte. Nessuno nei giorni successivi diede peso alla scomparsa di Trapanant. Lui se ne andò con i suoi cattivi pensieri, immagini di eventi che non erano mai accaduti, ma erano solo il frutto di un autotradimento. Eppure forse la Pontica stava già crescendo miracolosamente dentro di sé il seme di una nuova alleanza. O forse non è così.--------------7, continua...










