Il racconto:
"Nel secolo che verrà: l'Ogdaloide nella cupola luminosa"
by Anonimo Corale detto "IL PROFETA"
22, Il laboratorio
Il laboratorio è uno spazio circoscritto dove si crea, si forgia, si manipolano sostanze, e si possono confezionare anche progetti composti da idee. E’ lo spazio dell’artigiano che fa della propria maestria la regola aurea di una vita e si prodiga affinché la produzione sia all’altezza della propria fama. La ricerca della perfezione è più importante rispetto a quella del guadagno e il proprio valore si esaurisce nel valore dell’opera. Nella sua bottega crescono garzoni che hanno le stesse sue aspirazioni ed un’unica meta: diventare magister, i migliori. Le regole, gli ideali, le aspirazioni ruotano attorno ad organizzazioni composte da confratelli; paratici, gilde, corporazioni, scandiscono l’ordine organizzando tale umanità. Nulla esce da questo mondo, nemmeno la ricerca della donna ha il coraggio di spingersi oltre la propria casta. Al laboratorio si contrappone l’officina dove, anche in forma metaforizzata, impera l’ideologia operista compensazione esistenziale che fronteggia il capitalista. L’operaio non condivide l’orizzonte di questo signore-sfruttatore, ma ne dipende in tutto e per tutto e vorrebbe la sua sublimazione in un’entità astratta a cui rifarsi come se fosse una divinità laica. Il capitalista non concepisce l’operaio come uomo come non conosce le regole del magister, e se anche le conoscesse si guarderebbe bene dall’applicarle perché non può desiderare un garzone pensante negli ingranaggi meccanizzati dell’organizzazione della propria officina. Il capitalista oggi ha invaso e permeato di sé tutto. Ha aperto la società, ha annichilito la politica e così il nuovo prodotto che chiamiamo politica politicante non sopporta gli slanci, l’amore, la passione di una politica portata senza secondi fini se non quello della propria perfezione che è la perfezione dell’uomo. La politica-politicante si esaurisce nella difesa degli interessi, e pretende dagli uomini il cartellino con il prezzo. Pretende di estirpare la paura comprandola e non comprende chi afferma che solo attraverso la maestria la paura può essere vinta. Chi aspira a diventare maestro ha l’obbligo di girare con il lapis rosso/blu per almeno evidenziare le gradazioni della distanza dalla mentalità del suo paratico.










