Sarebbe bello trovarsi nel punto stesso dell’origine, dove tutto è scaturito, dove tutto si annulla, dove si vive sempre nell’istante. Tutti insieme, senza  barriere generazionali, senza la vocazione a pianificare l’esistenza, l’esistente. Senza affanno per il vivere, con la gioia di vivere. Senza meta, nell’annullamento di qualsivoglia scopo che rende tutto inservibile, vano, una volta raggiunto. Gli anni che non passano, sono gli anni scolpiti nel cuore di quanti si sono sentiti uniti in questa condizione esistenziale, ma che non vivono di ricordi perché i ricordi sono sempre di maniera, sono macerie abitate da nostalgici che non vissero il momento. La vibrazione intensa è invece prodotta dalla vitalità con la quale rinasce in originale quella sensazione, che ha nell’ordine la propria cassa acustica, lo strumento in grado di elevare gli animi al di là delle brame personali e farli vivere intensamente con lucidità e consapevolezza stati di coscienza particolari. Gli anni che non passano sono pietre focaie.
autari / sabato, agosto 21, 2004 / 22:04 / Permalink
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