Il racconto:
"Nel secolo che verrà: l'Ogdaloide nella cupola luminosa"
by Anonimo Corale detto "IL PROFETA"CAPITOLO DICIASETTESIMO: Le due dimensioni
Nella cupola fece la sua apparizione la prima vestale. Più avanzava in direzione dell'Ogdaloide e maggiore emergeva la sua curiosità di assistere alla fase attiva con il Principe in riflessione. Il suo passo svelto si arrestò quasi all’altezza della luce tenue e girandosi di scatto si vide riflessa nella parte inferiore della cupola con i muscoli del viso tirati in una smorfia di stupore. Si rigirò e guardò attentamente in ogni direzione, ma non colse nessun segno di presenza. La cupola sola la sovrastava. Non c’è nessuno, esclamò ad alta voce, poi, portandosi verso l’angolo della riflessione si spinse sin dove, un attimo prima, era seduto il XXXIII, ed annusando l’aria colse la sua recente presenza. Si inginocchiò volgendosi verso l’Ogdaloide la cui luce era ora più intensa. D’un tratto comprese quello che poteva esser successo e, con questo pensiero che ormai considerava una certezza, si mise a riflettere mentre l’Ogdaloide intensificava l’azione sin a giungere nella fase così detta attiva. La prima vestale era abbagliata dall’emanazione lucente che s’irradiava dall’angolo, ed incominciò a far vibrare il suo corpo nella direzione della sua malinconia. Con grande sorpresa si trovò in un mondo sconosciuto e caotico dove giovani con il mantello come il suo facevano dei grandi girotondi recitando filastrocche incomprensibili e scontrandosi in una lingua che pur conoscendo non riusciva a comprendere del tutto. Si rese conto d’essersi trasferita in un’altra dimensione che non era quella dei naviganti di ritorno da Orion dove Balabiut era stato risucchiato, ma che comunque apparteneva sempre all’epoca nella quale l’antico senato, come SOTC, era stato operativo e viveva la piazza. Il suo desiderio d’essere tra loro era talmente potente che si sentì sradicata dall’angolo della meditazione e proiettata in una zona dello zenit della lucente dove poteva vedere distintamente sia la dimensione arcaica che quella del senato di ritorno dove il Principe incominciava a sentirsi consapevole nella propria presenza. La Pontica, in un atto supremo d’immaginazione riuscì a mettersi in contatto con i naviganti pur restando vigile nella dimensione ancestrale. Ed ecco allora che accade un avvenimento imprevisto, sotto il fortissimo desiderio della Pontica Balabiut fu come sbalzato dalla sua nuova posizione in quella dei ragazzi che formavano un girotondo e anche lei si materializzò tra questi avendo alla sua destra il XXXIII ancora frastornato.----------17,continua...









