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Il racconto: "Nel secolo che verrà: l'Ogdaloide nella cupola luminosa"

by Anonimo Corale detto "IL PROFETA"

CAPITOLO DICIOTTESIMO: Al termine del racconto

Lo stiamo perdendo Smith muoviti, devi somministrargli ancora la delta. Non ce la fa più Jhonson. Dobbiamo interrompere. No, non possiamo proprio ora. Proviamo a tenerlo in questo stato ancora un po'. Ma è rischioso. Ecco, sembra che visualizzi qualche cosa. Il Chiavone era sospeso nel punto in cui si incrociava la forza proveniente dai sette. Nelle loro menti in perfetta sincronia questo il pensiero: Fratelli questa comune percezione del remoto 2122 è da noi oggi esaminata insieme, per ultima, perché da lì si è dipanato il ritorno al motivo fondante. Da domani solo il nulla. Con esso la storia, il tempo e lo spazio non avranno più motivo si essere. Domani il domani non sarà più. L’opera è compiuta. La Grande Madre ci attende. Noi soli sette siamo ancora per depositare nei secoli dei secoli il Sacro Chiavone. In nomine patris filii et spiriti sancti. Amen. Nessuno sapeva cosa ci fosse in quel luogo, da lui ribattezzato la casa dell’anima. Ogni volta che vi entrava perdeva la concezione del tempo e dello spazio. Fuori la macchina del mondo continuava a girare incurante dei suoi pensieri. Le sue amanti soprattutto ne rimanevano come stregate. Nessuno dei privilegiati visitatori era in grado di raccontare la magia di quel luogo. Non che taluno non vi avesse provato in passato, ma rimaneva travolto dalla sua stessa incapacità comunicativa. Chiuse il portale della segreta. Girò il Chiavone nella toppa per le solite due mandate e voltandosi sopra pensiero lo dimenticò infilato dentro. Allungò il passo per raggiungerla e immerso ancora estatico nel suo odore, non riusciva a distoglierle lo sguardo dal sedere e dalle gambe, completamente abbandonato all’armonia delle sue movenze. Era una normalissima giornata uggiosa di novembre del 1984 ma anche quel giorno come tutti i giorni qualcosa stava cambiando. No non può essere Smith, questo ci sta prendendo per i fondelli, forse riesce a controllare parte dello scambio neurale. Continuo a somministrargli altra Delta, ecco riprende. La Pontica convocò Balabiut: "Presto sarò madre" gli disse. Il terrore si dipinse sul volto del XXXIII: "Noi che credevamo di essere arrivati! Noi che abbiamo osato risalire il fiume! Noi che credevamo di essere ad un passo dal compimento dell’opera! Ma che'ccazzo siamo invece? Siamo solo degli stolti, ti dico! Messi alla prova dalla Grande Madre, ci siamo lasciati muovere dagli istinti più bassi. Noi che potevamo rimettere la mela sull’albero…daremo la vita all’ennesimo figlio di puttana, ti dico!" e ruppe il silenzio che li circondava con un urlo di auto flagellazione. Lei si avvicinò rivolgendogli un sorriso e con tono serafico "Non temere Principe, di quella notte resta solo la speciosità dell'evento: ricordati che sono una maga e non solo dei pompini. Il figlio che porto in grembo non è tuo". Se lo strinse al seno prosperoso e fecondo, facendolo sentire protetto come un bimbo nella placenta. Balabiut non sapeva se ritrarsi o abbandonarsi al richiamo del calore che lei emanava. L'aurea dalla Vestale gli comunicava una pace interiore che solo l’ogdaloide era stato capace di infondergli. 'Perché' si chiedeva fra sé e sé 'questo sollievo improvviso in me, questa sensazione di armonia universale, quando invece qui si consuma un dramma? Chi ha osato violare la Pontica? E perché è serena, a chi darà un figlio?' Lei riprese "Questo figlio è solo mio. È il figlio del mio amore per la Chiave. Quando tu sei asceso allo scranno principesco, non ti nascondo che ho temuto si spegnesse in me l’ardore con cui da anni servivo il sacro Chiavone. Avrei voluto essere io al tuo posto. La prima, la sola, l’eletta. Credevo profondamente che fosse compito mio quello di continuare laddove il fiume aveva creato un ansa pericolosa. Invece standoti vicina in questo tempo ho capito quale fosse la mia vetta. Ho capito perché donna, perché Vestale. Ho imparato a conoscermi. Ho studiato ogni più piccola cellula del mio corpo, ogni alito di vita che la guidava. Ho attraversato più volte la mia energia vitale, l’ho seguita ogni passo, ho imparato a trattenerla in me nei giorni fertili. E alla fine poteva rendermi eletta solo questa magica autoclonazione e il sacrificio di Abraxas. Del resto così era già scritto e tu ben sai cosa succede se si muovono in coppia Piper e Berengario" Smith questo è completamente fuso, non ci può fornire nessun altro elemento, ma fuso per fuso voglio concedergli l'ultima possibilità. Ancora Delta o ci dice tutto o ci schiatta. Se non dovesse schiattare per lui sarà peggio. Ah ah, gli apriremo le porte dell'orizzontale ricovero dell'era CONTROLLATA. Parla! E in effetti quello che accadde nel 2122 fu strano, molto, molto strano....infatti nel 2122 i più non riuscirono nemmeno a capire la differenza dagli anni precedenti...anche perché in 120 anni di evoluzione non s'erano visti particolari mutamenti da un punto di vista esclusivamente fenomenologico. L'unica cosa che si poteva apprezzare era che alcuni camminavano con la testa leggermente rivolta verso l'alto con una leggera inclinazione verso destra, a volte qualche oscillazione , ma lieve...Il bello è che la gente veniva continuamente bombardata da pubblicità strane...molti si erano ormai assuefatti a veder interrotte le proprie trasmissioni preferite ( nell'ultimo periodo andava molto di moda il canale satellitare Fletcher TV) da schermate nere con , al centro, una specie di sfera, però un po' cubica, scura con riflessi chiari, una sorta di cosa informe ma con un determinato rapporto di prospettive...un Ogdaloide ecco. All'inzio molti pensavano fosse la nuova trovata pubblicitaria di quella casa produttrice di quelle arcaiche fonti di divertimento :le Brain Machines .E la cosa era resa credibile dal fatto che la Sony Corporation all'uscita della Playstation 36 usò uno spot simile. Le cose cambiarono leggermente quando sullo sfondo nero lampeggiava per 69 volte ( qualche pazzo calcolò è scrisse)la scritta "qualcosa sta cambiando". Infatti all'inizio si scatenò una psicosi di massa :gruppi di persone al grido di " ci siamo rotti i coglioni" era solita popolare le piazze. Rimanevano per; ancora in molti a ignorare la cosa, per di più i giovani. A un certo punto però si diffuse a mo' di epidemia una sorta di autointerrogazione del singolo, ognuno cominciava a chiedersi cose tipo " chi sono" ,"dove vado", "a cosa appartengo" ,"cosa vuol dire esser fascisti"," sarò mica comunista" ,"allora è il due il numero perfetto" e altre domande di questo tipo. Per i vecchi risultava quasi facile rispondere a queste domande e se capitava di porsele alle volte non ci facevano nemmeno caso...ma i giovani invece quando se le ponevano avevano due tipi di risposte una fancazzisto-menefreghista ed un altra ipologica-postgoliardica.Il bello è che nessuna delle due piaceva, ma la cosa ancor più bella è che non si era ben capito se ci fosse una risposta "giusta" a queste domande dicotomiche. Per molti sollevare la testa era impossibile, si riteneva fosse prerogativa di pochi e quindi stavano a testa bassa. Chi invece sentiva di aver le carte in regola per alzarla, l'alzava ma senza particolare sollazzo. Era il momento che la grande ondata facesse il suo corso? Chissà perché dagli altoparlanti della città si sentiva sempre un suono strano che suonava tipo "CHI C'E', C'E', CHI NON C'E', NON C'E'". Basta così, portatelo via. Questo è un lurido blasfemo. Sciò via al ricovero orizzontale. W l'era Controllata, vero Smith Vero, vero, Jhonson. Telefona all'editore.----------18, continua...


autari / sabato, febbraio 01, 2003 / 13:51 / Permalink
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