Sarà che i crocifissi li ho visti sempre sopra foto di personaggi dalla fisionomica "improbabile" (Saragat e Leone) che riuscivano ad annullare anche l'energia orgonica della migliore pubertà o intimorire il detenuto in attesa di giudizio, ma questa storia ha il sapore stantio del peggior bigottismo. Per i cristiani dovrebbe rappresentare un simbolo di amore il figlio di Dio che si sacrifica per la salvezza degli uomini e non un simulacro del potere affiancato all'altro laico (la foto del presidente di turno). Invece scalpitano insieme a tutta la classe politica ed invocano una legge pre-concordataria che è servita al fascismo per aprire un dialogo con la Chiesa di Roma e mettersi d'accordo sui soldi e sui beni ecclesiastici incamerati dallo stato italiano dopo la presa di Porta Pia. L'egemonia guelfa continua ad essere il filo rosso della storia patria, madre di molte nostre disgrazie.










