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Il racconto:

"Nel secolo che verrà: l'Ogdaloide nella cupola luminosa"

by Anonimo Corale detto "IL PROFETA"

CAPITOLO PRIMO: La Cupola

Nella cupola non c'era più nessuno. Lui, Balabiut era rimasto solo a meditare là dove da sempre si fermavano in riflessione quelli che erano stati prima di lui. Con il nome di Piperguliardon XXXIII aveva imposto la presenza dei mantelli dorati nella Commissione mondiale per la pace dei popoli, massimo organismo di governo del mondo del 2122.

Come ogni giorno era entrato nella cupola e si era fermato nel posto dell'Ogdaloide dopo aver aperto l'archivio dei sogni. Aveva riletto i messaggi dei fratelli e la sua cura era andata all'archivio uno/2000. La riflessione non poteva che partire da quell'anno, diceva tra sé e sé, per comprendere i passaggi che avevano originato l'azione dell'Ordine. Del resto, si diceva, che anche la parola di passaggio per entrare in questo posto, che altri avevano ribattezzato con il nome di cupola luminosa, era derivata da quel archivio.

L'archivio dei sogni era comunque aperto e la sua riflessione doveva iniziare come sempre.

La stanza, i messaggi parlavano di una stanza. Ma era una stanza vera, si chiedeva, o una del pre-virtuale dove i contributi viaggiavano liberi, come nell'Ogdaloide? Tutto gli sembrava così confuso ed a tratti aveva come l'impressione che si trattasse solo di un posto con diverse porte delle quali solo alcune erano aperte. E poi che senso aveva porsi una simile domanda per modalità di trasmissione dei sogni sapienti vecchia di 112 anni. Eppure tutto proveniva da lì. Questo lo comprendeva bene. Da quel appuntamento tutto era derivato, ed egli doveva indagare per comprendere il presente. Ben sapeva che il suo ordine, guida della goliardia delle aristocrazie dei popoli, non poteva lasciarsi trascinare in giochi di potere meschini, ormai le responsabilità erano grandi e non poteva più trincerarsi nelle Accademie dell'istruzione, né in quelle del Sapere di vita progettate e realizzate dall'ordine stesso.

Pensando intensamente e concentrandosi con la pratica del sogno cosciente non si era accorto della presenza della prima vestale detta la Pontica. La sua presenza era sempre avvertita da tutti. Dal suo corpo sinuoso emanava una fragranza antica che diversi chirurghi estetici non avevano ancora saputo imitare. Nonostante questa presenza, il XXXIII si accorse di lei solo quando ella si rivolse a lui con la sua dolce voce. Perché ti arrovelli sopra cose passate, gli diceva, noi siamo il presente, con loro non abbiamo in comune nulla. Noi siamo giunti dove loro nemmeno pensavano d'arrivare.

Mentre le diceva questo notò lo scintillio della Chiave che il XXXIII aveva al collo. Si bloccò e poi, comprendendo la funzione, tacque e lo baciò intensamente. Ogni dubbio era scomparso dai loro cuori. ----------------1)continua, vedi sotto l'avvertenza introduttiva

autari / giovedì, dicembre 19, 2002 / 17:50 / Permalink
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